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La città di Perugia

La fontana maggiore e il duomo Perugia è uno dei luoghi d'Italia che conservano evidenti tracce della propria storia sin dalle origini remote. Un aspetto particolare di Perugia è che anche le più antiche di queste “tracce” sono di dimensioni monumentali e hanno un importante rilievo artistico, tanto da essere apprezzate non solo dagli “esperti”, ma anche dal normale visitatore, sia esso italiano o straniero. Si ritiene che la città sia stata fondata tra il VII e il VI secolo avanti Cristo dagli Etruschi, il più sviluppato tra i popoli italici, la cui civiltà poteva competere per potenza militare ed economica, ma anche per raffinatezza culturale, con i Greci, i Fenici e le altre genti del Mediterraneo. Nel III secolo avanti Cristo, gli Etruschi di Perugia dotarono la città di una poderosa cinta muraria per contenere l'espansionismo dei Romani. Questa “grande opera” è ancor'oggi ben visibile in molte zone del centro storico; anzi, uno dei monumenti più celebri è proprio l'Arco Etrusco, l'unica porta della cinta muraria che si è conservata quasi perfettamente. Questa costruzione, composta da due archi sovrapposti affiancati da altrettanti possenti torrioni, può essere considerato il “reperto” archeologico di più grandi dimensioni di tutta la civiltà etrusca. Oltre alle mura e alle porte, restano dell'epoca etrusca dei pozzi, di cui uno di notevole diametro, tanto da poter essere visitato all'interno. Fuori della cinta muraria sono state ritrovate diverse necropoli, tra cui la più famosa quella detta “Del Palazzone”, nei pressi del moderno quartiere di Ponte San Giovanni. In questo sito venne casualmente scoperto nel XIX secolo l'Ipogeo dei Volumni, una grande tomba che riproduce con impressionante realismo la pianta di una casa gentilizia. Sappiamo, infine, che anche il nome della città, “Perugia”, risale a quel tempo; è anch'esso, quindi, un “monumento” delle origini, ma purtroppo non ne comprendiamo più il significato: come molti altri aspetti che riguardano degli Etruschi, anche il nome della città rimane un enigma. Se Perugia ha una storia così antica, l'aspetto generale del centro storico risale tuttavia a un epoca ben più recente, quella di maggior potenza politica, economica e, conseguentemente, di maggior splendore artistico: l'età comunale e il rinascimento. Tra il XIII e il XV secolo, Perugia era, infatti, una delle più grandi e influenti città comunali del Centro-Italia e a questo periodo risalgono, appunto, i suoi monumenti più belli. La più celebre di queste opere è certamente la Fontana Maggiore, che venne realizzata da due famosi scultori medievali, Nicola e Giovanni Pisano, per celebrare la costruzione di un grande acquedotto. Con le settantacinque sculture e le molte epigrafi che la compongono, la Fontana è una “summa” della cultura medievale, espressione al contempo della storia particolare di questa città e, in generale, di tutta la civiltà dei Comuni. La Fontana è certamente il monumento più amato dai Perugini, essa è come una pietra preziosa incastonata al centro della piazza principale, delimitata dai due più grandi edifici pubblici medievali: il Palazzo dei Priori, uno dei più rilevanti esempi di architettura civile del medioevo e sede, da allora fino ai nostri giorni, del governo cittadino, e dalla Cattedrale di San Lorenzo. Se “fontana, palazzo e cattedrale” sono i tre monumenti simbolo della città storica, essi non esauriscono certamente la grande ricchezza e varietà artistica e architettonica di Perugia. Eppure, per chi visita Perugia, il rischio di limitarsi ai soli monumenti principali è più grande che in altri centri. Per la sua conformazione orografica, posta su diversi crinali collinari, Perugia può essere definita la “città che si nasconde”. Per essere veramente scoperto, il suo centro storico, uno dei più grandi d'Europa, va ricercato con attenzione: solamente inoltrandosi per i vicoli che si diramano dalla piazza della Fontana e dal centralissimo Corso Vannucci si possono scoprire i cento volti di questa città. Ad esempio, è solo prendendo il percorso di scale mobili che dalla moderna Piazza Partigiani conduce in Piazza Italia che si possono scoprire i resti ormai sotterranei di un intero quartiere medievale, letteralmente sepolto alla metà del XVI secolo sotto la mole di una grande fortezza pontificia, la Rocca Paolina, che segnò la fine definitiva dell'indipendenza cittadina e delle istituzioni medievali. Anche la Rocca venne a sua volta distrutta dopo l'Unità d'Italia, sostituita con edifici ottocenteschi e, come usuale in epoca risorgimentale, con giardini pubblici. Essa resta però nascosta al disotto dello spazio e degli edifici moderni, sorreggendoli con i suoi pilastri e il bastione inferiore. Un altro dei molti angoli che compongono Perugia, uno dei più centrali, è l'odierna Piazza Matteotti, anticamente chiamata Piazza del Soprammuro: un ampio spazio artificiale, come una gigantesca terrazza sorretta da una serie di muri e arcate medievali, che si sporgono dai colli di Perugia verso la pianura sottostante. A differenza del parallelo Corso Vannucci, Piazza Matteotti non è un'isola pedonale e il traffico impedisce troppo spesso di apprezzarne la bellezza. Un lato della piazza è delimitato, quasi per interno, da un lungo ed elegante edificio rinascimentale costruito per l'Università di Perugia, fondata nel 1308 e qui ospitata dalla seconda metà del XV secolo. L'antico palazzo dell'Università, spostata all'inizio del XIX secolo in altri edifici del centro, e l'attiguo Palazzo del Capitano del Popolo sono oggi la sede della Corte di Appello e della Procura Generale di Perugia che, insieme ad altre istituzioni pubbliche e molte attività commerciali private, contribuiscono a tenere in vita il centro storico della città, che rimane il cuore pulsante di Perugia e non solo un grande e splendido museo a cielo aperto.