Benvenuti a questa guida approfondita sulla vita all’interno di una Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Se ti stai avvicinando a questa realtà, sia come futuro residente, familiare, operatore o semplice interessato, è fondamentale avere un quadro chiaro e realistico di ciò che comporta. L’obiettivo di questo articolo è fornire informazioni concrete e consigli pratici, basati su esperienze e osservazioni, per comprendere meglio questa tipologia di struttura e affrontare le sfide che essa presenta.

La Natura delle REMS: Un Contesto Complesso

Le REMS sono strutture sanitarie residenziali dedicate all’esecuzione delle misure di sicurezza detentive previste dall’ordinamento italiano per persone affette da infermità psichica che hanno commesso reati. Non sono carceri, né semplici ospedali, ma un ibrido complesso che unisce elementi di contenimento e cura, con l’obiettivo ultimo del reinserimento sociale.

Evoluzione Storica e Normativa

La creazione delle REMS rappresenta un passaggio significativo nella storia della giustizia e della salute mentale in Italia. Hanno sostituito gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) a seguito della Legge 81/2014, che ha sancito la definitiva chiusura di questi ultimi.

  • Dagli OPG alle REMS: Il superamento degli OPG è stato dettato dalla necessità di superare un modello di internamento che spesso non garantiva trattamenti adeguati e rispettosi della dignità umana. Gli OPG erano visti come luoghi di custodia più che di cura, dove le patologie psichiatriche venivano cronicizzate e il reinserimento sociale era una chimera.
  • Principi Fondamentali delle REMS: Le REMS si basano sui principi del diritto alla salute, della cura individualizzata e del reinserimento sociale. La gestione è in carico alle Regioni, con supervisione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) per gli aspetti di sicurezza. Significa che l’approccio è prevalentemente sanitario, ma con un occhio attento alla pericolosità sociale.

Chi Viene Inviato in REMS?

Non tutte le persone con disturbi psichici che commettono reati finiscono in REMS. L’invio è disposto dal giudice per le persone ritenute “non imputabili” o “parzialmente imputabili” a causa di un vizio di mente, ma contemporaneamente considerate “socialmente pericolose”.

  • Il Concetto di Pericolosità Sociale: Questo è un elemento chiave. La pericolosità sociale non è un giudizio statico, ma dinamico, da rivalutare periodicamente. Non si tratta solo della gravità del reato commesso, ma anche della probabilità che la persona possa commetterne altri se lasciata libera senza adeguato trattamento.
  • Differenze tra REMS e Carcere: Una persona in REMS non sta scontando una pena. Sta adempiendo una misura di sicurezza finalizzata alla cura e alla riduzione della pericolosità sociale. Le regole, il personale, le attività e l’ambiente sono sostanzialmente diversi da quelli di un istituto penitenziario.

La Routine Quotidiana: Un Equilibrio tra Struttura e Cura

La vita in una REMS è regolata da orari e attività quotidiane, ma con una flessibilità maggiore rispetto a un carcere. L’obiettivo è creare un ambiente terapeutico che incoraggi la partecipazione e il recupero.

La Giornata Tipo: Dalla Sveglia alle Attività Terapeutiche

Una giornata in REMS è scandita da momenti collettivi e individuali. La struttura può variare a seconda della REMS specifica e del piano di trattamento del singolo residente.

  • Mattina: La giornata inizia tipicamente con la sveglia, l’igiene personale e la colazione. Seguono spesso somministrazioni di farmaci, colloqui individuali con lo staff medico o psicologico, e attività di gruppo.
  • Pomeriggio: Il pomeriggio può essere dedicato a laboratori occupazionali (arte, giardinaggio, cucina), attività ricreative, gruppi terapeutici, o tempo libero. Sono previsti anche momenti per la socializzazione controllata tra i residenti.
  • Sera: La cena segue un periodo di attività più leggere o tempo libero. La serata si conclude con la somministrazione serale dei farmaci e il riposo.

L’Importanza delle Attività e dei Laboratori

Le attività proposte nelle REMS non sono un passatempo, ma parte integrante del percorso terapeutico. Hanno lo scopo di stimolare le capacità cognitive, relazionali e manuali dei residenti.

  • Laboratori Artistici e Creativi: La pittura, la musica, la scrittura, e la teatroterapia possono aiutare i residenti a esprimere emozioni, sviluppare la creatività e migliorare l’autostima.
  • Laboratori Manuali e Occupazionali: Attività come l’ortoterapia, la falegnameria, la cucina o l’artigianato offrono l’opportunità di acquisire nuove competenze, sentirsi utili e sviluppare un senso di responsabilità.
  • Gruppi Terapeutici e di Confronto: Questi gruppi, mediati da psicologi o psichiatri, offrono uno spazio sicuro per parlare delle proprie esperienze, emozioni, difficoltà e successi, promuovendo la consapevolezza e la comprensione di sé.

Relazioni Umane e Contatti con l’Esterno

L’isolamento è un nemico del recupero. Le REMS cercano di mantenere un equilibrio tra la necessità di contenimento e la promozione di relazioni umane significative.

Il Ruolo della Famiglia e degli Amici

Il contatto con il mondo esterno, in particolare con la famiglia e gli amici, è cruciale per il benessere psicologico del residente e per il suo futuro reinserimento.

  • Visite e Colloqui: Le REMS prevedono orari e modalità specifiche per le visite dei familiari e degli amici. È importante informarsi sulle regole interne di ciascuna struttura, che possono variare (ad esempio, numero di visitatori, frequenza, orari).
  • Comunicazioni Telefoniche e Digitali: Molte REMS consentono l’uso del telefono, spesso con limiti di tempo o supervisione. Alcune strutture più all’avanguardia stanno sperimentando anche contatti videochiamate, pur con tutte le cautele del caso.
  • Il Supporto dei Familiari: I familiari non sono solo visitatori, ma veri e propri partner nel percorso di cura. Possono fornire informazioni preziose sull’anamnesi del residente, e il loro supporto emotivo è insostituibile. È consigliabile che i familiari si informino e partecipino attivamente, sempre nel rispetto delle indicazioni dello staff.

Interazione con il Personale: Un Team Multidisciplinare

Il personale delle REMS è un team multidisciplinare che include psichiatri, psicologi, infermieri, educatori professionali, operatori socio-sanitari e, in alcune strutture, anche assistenti sociali.

  • Collaborazione e Fiducia: Il rapporto con il personale è un pilastro fondamentale del percorso terapeutico. È importante instaurare una relazione di fiducia e collaborazione, esprimendo dubbi, paure e bisogni. Il personale è lì per aiutare, ma per farlo al meglio ha bisogno della vostra collaborazione e apertura.
  • Ruoli e Responsabilità: Ogni figura professionale ha un ruolo specifico. Lo psichiatra si occupa della diagnosi e della terapia farmacologica, lo psicologo del supporto psicoterapeutico, l’educatore delle attività e della gestione della quotidianità. Comprendere chi fa cosa può aiutare a orientarsi e a sapere a chi rivolgersi per specifiche esigenze.

Il Percorso Terapeutico: Dalla REMS al Reinserimento

L’obiettivo finale della REMS non è l’internamento a tempo indeterminato, ma il reinserimento sociale. Questo richiede un percorso terapeutico strutturato e personalizzato.

Il Progetto Terapeutico Individualizzato (PTI)

Ogni residente ha un Progetto Terapeutico Individualizzato (PTI) che viene elaborato dall’équipe multidisciplinare e costantemente aggiornato.

  • Valutazione Iniziale: Il PTI parte da una valutazione approfondita delle condizioni cliniche, psichiatriche, sociali e delle competenze del residente.
  • Obiettivi a Breve e Lungo Termine: Il progetto definisce gli obiettivi terapeutici, sia a breve (es. stabilizzazione dell’umore) che a lungo termine (es. acquisizione di autonomia abitativa), e le strategie per raggiungerli.
  • Coinvolgimento del Residente: È fondamentale che il residente sia parte attiva nella definizione del proprio PTI, esprimendo le proprie preferenze e aspirazioni. Il coinvolgimento attivo aumenta la probabilità di successo del percorso.

Le Dimissioni e il Reinserimento Sociale

Il percorso in REMS è temporaneo. Quando la pericolosità sociale si riduce e le condizioni cliniche consentono un ritorno alla vita esterna, si procede con le dimissioni.

  • Valutazione della Pericolosità Sociale: La riduzione della pericolosità sociale è il criterio principale per le dimissioni. Questa valutazione è complessa e coinvolge sia l’équipe della REMS che il giudice.
  • Progetto di Dimissione e Supporto sul Territorio: Le dimissioni non avvengono mai in modo improvviso. Si elabora un “progetto di dimissione” che prevede un supporto continuo sul territorio (ad esempio, servizi psichiatrici territoriali, residenze protette, centri diurni). È una fase delicata, che richiede un coordinamento attento tra la REMS e i servizi esterni.
  • Le Sfide del Reinserimento: Il reinserimento può essere difficile. Richiede tempo, pazienza e un sistema di supporto solido. La società non è sempre pronta ad accogliere persone con un passato di disagio psichico e devianza. È importante essere preparati a queste sfide e cercare attivamente il supporto dei servizi territoriali.

Consigli Utili per Affrontare la Vita in REMS

Vita in una REMS può essere una sfida, ma ci sono strategie per affrontarla al meglio. Che tu sia un residente, un familiare o un operatore, questi consigli possono esserti d’aiuto.

Per i Residenti: Gestire il Tempo e la Persona

Vivere in una REMS significa adattarsi a un ambiente nuovo e, spesso, limitante.

  • Partecipare Attivamente al Proprio Percorso: Non essere spettatore passivo. Chiedi, proponi, esprimi i tuoi bisogni. Più sei coinvolto, più il percorso sarà efficace. Questo è cruciale per la tua riabilitazione.
  • Sfruttare le Attività Proposte: Considerale come opportunità, non come obblighi. Possono aiutarti a sviluppare nuove competenze, a socializzare e a mantenere la mente attiva. Anche se inizialmente non ti senti motivato, prova a partecipare. Potresti scoprire interessi inaspettati.
  • Mantenere i Contatti con l’Esterno: Non isolarti. I contatti con familiari e amici sono un ponte fondamentale con la tua vita precedente e futura. Ti danno un senso di appartenenza e speranza.
  • Comunicare con il Personale: Non aver paura di esprimere le tue preoccupazioni, i tuoi disagi o le tue idee. Il personale è lì per aiutarti e la comunicazione aperta è la chiave per una buona collaborazione. Ricorda, il personale non legge nel pensiero.
  • Focalizzarsi sul Futuro: Ogni giorno in REMS è un passo verso il tuo reinserimento. Mantieni la speranza e lavora per i tuoi obiettivi. Immagina la tua vita dopo la REMS e cosa puoi fare oggi per avvicinarti a quell’obiettivo.
  • Gestire la Routine: La routine può sembrare monotona, ma può anche dare stabilità. Cerca di trovare un ritmo tuo all’interno degli orari della REMS. Leggere, scrivere, disegnare sono tutti modi per spendere il tempo in modo costruttivo.

Per i Familiari: Supporto, Informazione e Pazienza

Il ruolo dei familiari è delicato e fondamentale.

  • Informarsi e Collaborare con la Struttura: Cerca di capire come funziona la REMS, quali sono le regole e chi fa parte dell’équipe. Una buona relazione con il personale può facilitare tutto. Chiedi informazioni sul PTI e sul progresso del tuo caro.
  • Mantenere i Contatti Regolarmente: Le visite, le telefonate, le lettere sono vitali per il residente. Il tuo messaggio è importante: sei presente, non è solo.
  • Offrire un Supporto Reale e Non Giudicante: Ascolta senza giudicare, offri conforto e incoraggiamento. La persona ha bisogno di sentire il tuo amore e la tua accettazione, nonostante le difficoltà passate.
  • Prendersi Cura di Sé: Affrontare la situazione di un familiare in REMS può essere emotivamente esaustivo. Non trascurare il tuo benessere psicologico. Cerca supporti esterni, se ne senti il bisogno (gruppi di auto-aiuto, psicologi). Ricorda il detto: “Non puoi versare da una brocca vuota.”
  • Essere Pazienti: Il percorso di recupero è lungo e può avere alti e bassi. Non aspettarti soluzioni immediate, ma celebra i piccoli progressi. La pazienza è una virtù essenziale in questo contesto.
  • Prepararsi al Reinserimento: Quando arriverà il momento, sarà fondamentale lavorare insieme alla REMS e ai servizi territoriali per un reinserimento graduale e ben supportato.

Per gli Operatori: Empatia, Professionalità e Formazione Continua

Gli operatori sono la spina dorsale delle REMS e la qualità del loro lavoro è determinante.

  • Approccio Empatico e Non Giudicante: Ricorda che ogni residente è prima di tutto una persona con una storia. L’empatia aiuta a costruire fiducia e a comprendere meglio i bisogni del paziente.
  • Formazione Continua: Il campo della salute mentale e delle misure di sicurezza è in costante evoluzione. Aggiornarsi e acquisire nuove competenze è fondamentale per offrire il miglior servizio possibile.
  • Lavoro di Squadra: Le REMS sono realtà complesse che richiedono un’ottima collaborazione tra le diverse figure professionali. Comunicare, condividere informazioni e sostenersi a vicenda è cruciale.
  • Ascolto Attivo: Dedica tempo all’ascolto dei residenti. Le loro parole, anche quando confuse, possono contenere informazioni preziose per il loro percorso terapeutico. L’ascolto è una forma di cura.
  • Cura di Sé e Prevenzione del Burnout: Il lavoro in REMS è intenso e può essere stressante. Pratica l’autocura, cerca supporto quando necessario e riconosci i tuoi limiti. Un operatore “bruciato” non può aiutare efficacemente gli altri.
  • Focalizzarsi sul Potenziale: Non vedere solo la patologia o il reato. Cerca il potenziale di recupero in ogni residente e lavora per promuoverlo. Sei un facilitatore di cambiamento.

Conclusioni: Un Percorso di Cura e Riabilitazione

La vita in una REMS è un percorso delicato e complesso, un vero e proprio crocevia tra giustizia e salute mentale. È un luogo dove la privazione della libertà si intreccia con il diritto alla cura, dove il contenimento si fonde con la riabilitazione. Comprendere questa realtà significa andare oltre i pregiudizi, riconoscendo la dignità di ogni persona e l’importanza di un approccio che mira non solo alla gestione della pericolosità, ma soprattutto alla cura e al reinserimento sociale.

Le REMS rappresentano una sfida continua per il nostro sistema. L’obiettivo è costruire realtà sempre più efficaci, umane e orientate al recupero, per offrire una seconda possibilità a chi ha commesso errori, ma non ha perso il diritto alla cura e a un futuro migliore.

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